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EMMANUEL BABLED (Glass Design + Photo Concept) / VALENTINA ZANOBELLI

Emmanuel Babled e Valentina Zanobelli

Questi macro dettagli ingranditi estratti da opere in vetro, disegnate da Emmanuel Babled a Murano, sono astrazioni fotografiche che catturano la qualità più intima del vetro attraverso il senso primordiale di forma, colore e linea. Esplorano la relazione tra l’innovazione digitale bidimensionale e la virtuosa materialità del vetro, una dichiarazione estetica che utilizza tecniche fotografiche di altissima qualità.

Nel saggio di Walter Benjamin del 1929 sulla storia della fotografia, egli proclamava la “seconda natura” del mezzo come la sua intrinseca capacità di estrapolare e astrarre il visibile dal reale. Egli infatti scrisse: “È un’altra natura, che parla alla macchina fotografica piuttosto che all’occhio”.

La delicata superficie del vetro, che varia tra trasparenza e opacità, è catturata, isolata e trasposta su una superficie bidimensionale che agisce come un portale astratto, visivo e sensoriale nella natura stessa del materiale.

Le immagini digitali sono trasposte in un NFT, che è trasferibile ma non può essere duplicato o riprodotto. Questo rappresenta un significativo cambio di paradigma nella storia dell’arte, dove gli oggetti digitali astratti sono da considerarsi alla pari con il possesso di un oggetto fisico e unico, come il già citato virtuosismo di un’opera in vetro di Murano e l’insuperabile maestria dietro di esso.

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