CONCERTO DI GOCCE D’ACQUA

Michele De Lucchi con Lorenzo Palmeri

Bologna Water Design 2012 – Museo della Musica, Bologna, Bologna

In collaborazione con: Hera, Rubinetterie Stella.

“L’acqua pura, limpida, trasparente, è una meravigliosa metafora della musica perché il suono dell’acqua è di per sé una musica dolce e soave in un ruscello di montagna, impetuosa e drammatica in una cascata o in una tormenta. Un concerto d’acqua è un concerto di materia, di sensazioni tattili e visive, d’immagini e di emozioni spesso indissolubili, materia fertilissima per una nuova sperimentazione con le tecnologie più avanzate e la cultura contemporanea. È un esperimento, appunto, e come tale utilizza marchingegni e attrezzi da “inventore folle”, dove tutto è trattato per alimentare la creatività e l’innovazione, dove niente è fisso, rigido, convenzionale, ma tutto è provvisorio, flessibile, adattabile. Così come il meglio degli arredi e degli ambienti creati per l’uomo d’oggi.” Michele De Lucchi

“Si potrebbe cercare di inserire il concerto per gocce in una qualche tradizione musicale o più genericamente artistica: le esperienze di John Cage, la performance e certi esperimenti più o meno riusciti, riferiti a formule (sempre più o meno) conosciute e collaudate. Di sicuro, in questo concerto per gocce, non c’è nessuna volontà di rifiutare l’esperienza del passato, così come non vi è la ricerca di un riferimento, nemmeno per ‘assonanza’. Il punto di partenza e l’idea, nati e sviluppati davanti a buonissimi piatti di pasta al sugo, ruotano intorno al design, al progetto, ai materiali di cui essi son fatti, ai sensi e dunque all’essere umano, centro e imprescindibile riferimento. Tutto l’allestimento è realizzato in metallo e lamiera di ferro zincata. Le gocce d’acqua, di dimensioni diverse, cadono ritmicamente, da altezze differenti, su una selezione di oggetti e materiali, rivelandone il suono nascosto. Ogni percussione genera una vibrazione dalle caratteristiche uniche che, opportunamente amplificata e processata, racconta della sua natura più intima, fatta di armoniche, piccole e misteriose riverberazioni. Il risultato è un suono d’insieme, un cluster d’orchestra minimalista e barocco, gentile e spaventoso, a tratti ordinato, talvolta caotico, che ci assomiglia.” Lorenzo Palmeri