ECHO PAVILION

Pezo von Ellrichshausen

The Litta Variations / Opus 5 – Palazzo Litta, Milano

In collaborazione con: Flos, B&B Italia, De Castelli, Salvatori

Richiamando alla memoria il mito della ninfa solitaria che non poteva che ripetere le ultime parole pronunciate da qualcun altro, il padiglione proposto è un’eco diretta del suo intorno storico. Insieme introverso ed estroverso, visibile e invisibile, solido ed etereo, è un oggetto ingannevole, una figura che entra in risonanza con le dimensioni e le proporzioni del palazzo barocco esistente. Echo Pavilion è una scatola magica aperta (forse quella di Pandora) che ripete il quadrato del cortile (nel rapporto 1:1), con una sagoma che definisce due livelli: quello inferiore è una stanza centrale compatta con quattro accessi; quello superiore è una piramide rovesciata estesa simmetricamente in ogni direzione cardinale. L’inclinazione della falda più alta (nel rapporto 1:2) si spinge verso il perimetro del cortile. Il materiale scelto per la finitura esterna – l’acciaio inossidabile lucidato a specchio – fa sì che sia i piani verticali della stanza centrale al livello più basso che i piani inclinati della piramide rovesciata, diventino uno specchio della pavimentazione in pietra del Cortile, del colonnato e dei corridoi oltre le colonne. Nella sua radicale semplicità, il padiglione si trasforma in una presenza immateriale che, quasi come in un miraggio fugace, cattura sulle sue superfici piane la bellezza discreta del Palazzo. Se a livello del suolo i visitatori incontreranno una versione senza precedenti del Palazzo, alzando lo sguardo si vedranno riflessi su un imponente soffitto inclinato. Nella stanza centrale all’interno del padiglione, in una cornice monumentale, il peso dell’architettura svanisce, sostituito in alto dal sempre mutevole panorama ininterrotto del cielo.

photo credits Pezo von Ellrichshausen