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METAL BECOMES FURNITURE, SURFACE, ARCHITECTURE.

De Castelli

Virtual Design Variations

METAL PROJECTS FACTORY

In collaborazione con: Aldo Cibic, Alessandra Baldereschi, Alessandro Masturzo, Alexander Rodriguez, Artefatto, Cino Zucchi, Elena Salmistraro, Emilio Nanni, Francesca Lanzavecchia, Gumdesign, Leonardo Sonnoli, LucidiPevere, Ludovica & Roberto Palomba, Martinelli Venezia Studio, Michele De Lucchi, Minelli Fossati, Nathalie Dewez, Ron Gilad, Stormo, Zanellato/Bortotto.

De Castelli, fondata nel 2003 da Albino Celato – erede di una lunga tradizione nella lavorazione del metallo –, è riconosciuta a livello internazionale per aver introdotto il design come nuovo linguaggio, in un dialogo tra sapienza artigianale, progettazione e tecnologie evolute.

Ai complementi d’arredo, esito delle collaborazioni con importanti designer che hanno contribuito a rendere noto il brand, l’azienda ha affiancato nuove proposte di superfici per l’interior, che esaltano le potenzialità dei metalli frutto di una costante ricerca e sperimentazione sulle finiture. Fra i designer: Aldo Cibic, Alessandra Baldereschi, Alessandro Masturzo, Alexander Rodriguez, Artefatto, Cino Zucchi, Elena Salmistraro, Emilio Nanni, Francesca Lanzavecchia, Gumdesign, Leonardo Sonnoli, LucidiPevere, Ludovica & Roberto Palomba, Martinelli Venezia Studio, Michele De Lucchi, Minelli Fossati, Nathalie Dewez, Ron Gilad, Stormo, Zanellato/Bortotto. Negli anni De Castelli si è orientata sempre di più verso collaborazioni con architetti internazionali, da cui sono nate prestigiose architetture e progetti speciali per la Biennale di Architettura di Venezia e Milano Expo, e sono state inoltre sviluppate partnership con note aziende del mondo del design.

La sede a Crocetta del Montello (Treviso), che ospita le “officine” e una ricca materioteca, il Flagship Store in Corso Monforte a Milano e quello aperto a Stoccolma alla fine del 2017, sono espressione del valore attribuito agli spazi del lavoro e alle loro molteplici funzioni.

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Hard Couture

Fedele alla scelta di restituire al metallo un ruolo privilegiato nella sperimentazione progettuale, De Castelli innesta in processi tipicamente industriali la matrice di un pensiero e di un fare artigianale che porta ad esiti del tutto inediti. L’incontro con il design sollecita un approccio al materiale fondato sul rispetto delle sue possibilità, anche di quelle più nascoste, che emergono via via in una collezione di prodotti seriali e al tempo stesso unici. Non solo perché unica è la mano che li crea, ma perché unico è anche il percorso culturale che mette al centro il valore estetico, oltre che funzionale, della materia primigenia con cui De Castelli plasma lo spazio abitativo. Ogni oggetto, anche nella ripetizione della forma, è un atto creativo in sé, che incorpora un patrimonio di competenze e di ricerca in costante evoluzione. Si ribalta così l’equazione che confina la freddezza del metallo ai margini dei progetti di arredo, per riportare ferro, ottone e rame, nelle loro molteplici variazioni e finiture, al centro di una scena completamente rinnovata, dove splendono finalmente di luce propria.

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Hard Skin

Ossidazioni, intarsi, incisioni, erosioni: sono molti gli universi possibili per un materiale metamorfico, destinato ad accogliere la patina del tempo che la mano dell’uomo può fermare o accelerare, a seconda dell’effetto di superficie ricercato. Il metallo come rivestimento offre una seconda pelle all’architettura, dando vita ad una palette ricchissima di toni cangianti, ossidazioni, colori profondi. Una pelle che assume una speciale connotazione artistica, enfatizzata dall’eleganza geometrica di pattern rigorosi, resi vibranti dalle continue variazioni di spessori e forme. Le superfici De Castelli introducono una dimensione decorativa del tutto inedita, che rifugge l’artificio ed esalta la natura più profonda del materiale nel suo valore estetico e simbolico.

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De Castelli for architecture

Parallelamente alle collezioni di arredo e di superfici De Castelli ha instaurato fin dagli inizi uno stretto rapporto con progettisti e architetti, dalla cui collaborazione sono nate prestigiose realizzazioni. Ne sono esempio l’Archimbuto di Cino Zucchi per il Padiglione Italia della Biennale di Architettura 2014 e i Padiglioni di Milano Expo 2015 degli architetti Zito e Pedron per OVS ed Excelsior Milano, si potenzia ulteriormente con apposite strategie aziendali. La volontà nel perseguire e realizzare idee sempre più complesse ha contribuito a definire un “Sistema” ben collaudato per affrontare i progetti di scala architettonica: un efficiente centro di sviluppo progetti, legato ad una veloce capacità di problem solving che consente di completare le valutazioni dei professionisti e dei committenti e di arrivare alle soluzioni più efficienti sia sul piano creativo/estetico che su quello della posatura/installazione.

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