TEMPIETTO NEL BOSCO

Asif Khan

THE LITTA VARIATIONS / 4th Movement – Palazzo Litta, Corso Magenta 24, Milano

Main partners: Eternoivica, Van Den Weghe
Partner tecnici: Artemide, Living Divani

Da una radura nel bosco al pianeta rosso
Asif Khan disegna un incantevole padiglione nel cortile di Palazzo Litta

Con il padiglione di quest’anno nel cortile di Palazzo Litta, l’architetto londinese Asif Khan crea uno spazio accogliente in un monumento barocco fino a pochi anni fa raramente aperto al pubblico. Conosciuto per il suo approccio innovativo e olistico all’architettura, Khan unisce passato, presente e futuro nel suo padiglione, invitando a immergerci, mente e corpo. “In tutto il mio lavoro, cerco di creare esperienze per capire meglio dove siamo ora come esseri umani, nel quadro generale dell’universo e della storia“.

La ghiaia scricchiola sotto i piedi mentre cammini fra le colonne e annusi il legno, riposi su amache tessute a mano o su lastre di marmo che emergo dal suolo come sedili. Quindi vedrai l’imponente struttura verticale che dialoga occasionalmente con il Palazzo del XVIII secolo. È un’immersione color ocra, un’installazione che scatena gli impulsi dei nostri sensi e del cervello.

Questo è esattamente ciò che Asif Khan e il suo team vogliono che sperimentiamo: sensazioni esistenziali che rimarranno nella nostra memoria. È la percezione di sentirsi connessi non solo con la nobile ambientazione, ma anche con il tempo che passa e con gli esseri umani a noi simili. “La nostra sfida principale era quella di instaurare un dialogo con il Palazzo. Volevamo creare qualcosa con la verticalità, e allo stesso tempo stavamo lavorando in uno degli edifici storici più protetti di Milano… Non potevamo usare l’edificio per sostenere il nostro padiglione, quindi – da un punto di vista ingegneristico – questo era già un tema da affrontare. Come essere rispettosi e allo stesso tempo stabilire un dialogo con il luogo?

Il padiglione temporaneo dello Studio Asif Khan nel cortile di Palazzo Litta è un’ulteriore aggiunta al suo già impressionante repertorio di installazioni temporanee: il Beatbox interattivo per Coca-Cola alle Olimpiadi di Londra nel 2012 (un padiglione progettato con Pernilla Ohrstedt che potrebbe essere suonato come uno strumento musicale); il Padiglione del Regno Unito all’EXPO 2017 di Astana in Kazakistan in collaborazione con il musicista Brian Eno (un padiglione che ha esplorato le origini dell’energia con un’installazione di suoni e animazione a 360º); e il padiglione Vantablack per i Giochi Olimpici invernali PyeongChang 2018 (descritto come “l’edificio più scuro sulla terra”). Nel padiglione di Palazzo Litta gli interessi di Khan si fondono: “La consapevolezza dell’esperienza umana in architettura guida il nostro modo di pensare. La relazione della gente con i materiali, la natura e, in particolare, con la tecnologia: noi la ricerchiamo e lavoriamo con essa“.

Il progetto Litta è un ibrido che esplora la natura e l’ordine. Consiste in una sorta di insieme organizzato di colonne di legno interconnesse, con amache abbracciate ad esse – per godersi il via vai del Salone. L’installazione stessa è la ricreazione di una radura in una foresta: quegli spazi aperti che si trovano nei boschi dove i nostri antenati hanno fissato i loro insediamenti, che in seguito sarebbero diventati villaggi e città.

L’archetipo di un cortile come quello di Palazzo Litta è la sua controparte, un ambiente ordinato fatto dagli umani. “Il mondo che si incontra con il mondo che è stato creato. E ai nostri tempi, stiamo per fare anche delle radure nello spazio”, aggiunge Khan, che si definisce “a closet astronaut’“.

Stiamo per stabilire la nostra presenza in questo nuovo mondo con cui abbiamo sempre più familiarità: il pianeta rosso, Marte. Stiamo per andare a vivere su Marte; questo sta accadendo proprio ora. Ho voluto presentare questa idea a Palazzo Litta“. Da qui il rossore complessivo dell’installazione: il colore che simboleggia il nuovo mondo, secondo Khan. Mentre ci parlava, lo studio di Khan era ancora impegnato a cercare tutti i materiali in rosso ocra. “Tre strati si uniscono nel nostro progetto Litta: il passato della terra, il nostro passato di esseri umani e il senso del futuro“. Così Studio Asif Khan mette insieme tre dimensioni da vivere durante il Salone: ​​il mondo trovato, il mondo ordinato e quello futuro.

Photo credits Ruy Teixeira