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IL MOSTRO DELLA LAGUNA

Simona Marta Favrin e Nicola Moretti

Bologna Water Design 2013 – Ex Ospedale dei Bastardini, Bologna

In collaborazione con: Forme d’Acqua.

“Un mostro liscio e nero, dal grande corpo di serpente e dalla testa di cavallo. È la terribile visione che potrebbe apparire a chi si affacci da Punta della Dogana. Leggenda vuole infatti che in una grande cavità posta sotto questo luogo, sicuramente uno dei più panoramici e suggestivi di Venezia, dimori una terribile creatura, simile a un enorme serpente di mare. Il mostro delle acque nere, così come è chiamato, si farebbe vedere molto raramente, e solo nelle notti senza luna, quando il vento increspa le acque rendendo indistinguibili le forme che vi si muovono… Il nome di “mostro delle acque nere” deriverebbe da questa propensione a uscire quando l’acqua del bacino è molto scura, mancando in cielo la luce della luna. (tratto da “I segreti del Canal Grande” di Alberto Toso Fei)

Il mostro della laguna è una creatura magica, che nasce dalla leggenda dei luoghi e si concretizza attraverso una sinergia di forze positive e propositive. È un’opera d’arte e d’ingegno, una formidabile avventura in cui arte, design e tecnologia si fondono alla ricerca di un linguaggio nuovo per far interagire due materie antiche ed opposte: l’ acqua e il vetro. Disegnato dall’arch. Simona M. Favrin, con un’epidermide di vetro di Murano, realizzata dal Maestro Nicola Moretti, che ricopre uno scheletro in acciaio realizzato da Somfer, ed un’innovativa anima tecnologica realizzata con la collaborazione di Novasystem e Forme d’Acqua, la creatura marina trae forma ed ispirazione dal luogo in cui ha origine, la Laguna di Venezia, così come narrato da Alberto Toso Fei, viaggiatore, giornalista ed esperto di storia veneziana, nel suo libro che costituisce una sorta di antologia del mistero su Venezia e sulla laguna. Il suo linguaggio, fatto di infra e ultra-suoni, riecheggia tra i silenzi dei fondali, emergendo dagli abissi marini, diffondendosi attraverso le sterminate e immobili distese d’acqua della laguna. il mostro scandisce il suo alfabeto senza tempo e senza dimensione: tra il lento e inesorabile movimento dell’acqua, emerge la magica voce del mostro, concepita con Fulvio A.T. Renzi da Romina Salvadori, Emanuele Wiltsch Barberio e Massimiliano Lupo. Viene esposto nel suo ambiente naturale: l’acqua. Lungo 6,5 metri per una larghezza di 115 cm ed una altezza massima di 110 cm, è rivestito da un’epidermide realizzata con 191 squame di vetro realizzato a mano ed è immerso in una vasca d’acqua della dimensione di m 8 x 3,5 con una profondità di 12 cm. Tramite un complesso e innovativo impianto tecnologico, e quindi dell’uso interdisciplinare della domotica, l’acqua, in sinergia all’illuminazione, a Led bianco a diverse temperature, rendono viva e pulsante la creatura.

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