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QUOTA ZERO

CAN RAN

Virtual Design Variations

QUOTA ZERO – “COTA ZERO” – È UN INTERVENTO ALL’INTERNO NEL NUOVO ATRIO DELLA STAZIONE FLUVIALE TERREIRO DO PAÇO A LISBONA. L’EDIFICO, PROGETTATO DAL CELEBRE ARCHITETTO PORTOGHESE COTTINELLI TELMO NEL 1932, È STATO RINNOVATO E AMPLIATO DALL’ATELIER DACIANO DA COSTA NEL 2010, CON LO SCOPO DI CREARE NELLA STAZIONE UN’INTERFACCIA, UN LUOGO DI CONNESSIONE/COLLEGAMENTO TRA LA RETE DELLA METROPOLITANA E LA RETE REGIONALE DI TRASPORTO FLUVIALE.

Il nuovo atrio è situato nell’ala orientale dell’edificio originario, dove un tempo c’era il deposito bagagli.

Dopo l’intervento nel 2010, il luogo ha assunto una nuova identità, diventando il principale spazio di fruizione dei passeggeri. La nuova sala, originariamente ad un solo piano e con una funzione secondaria, ha un volume più grande ed ospita le scale e le scale mobili che collegano la stazione alla metropolitana ed indirizzano i passeggeri verso i pontili d’imbarco.

Questo nuovo spazio interno ha dunque un ruolo di rilievo nella nuova stazione. L’intervento qui presentato ambisce a creare in questo nuovo atrio, uno spazio virtuale che offre al passeggero-spettattore una nuova dimensione del luogo. I suoi nuovi soffitti alti e le sue otto colonne di sostegno sono la struttura di supporto a questo intervento che utilizza come materiale, piastrelle in ceramica che in portoghese si chiamano azulejos. L’intento dell’intervento è fondersi con lo spazio, integrarsi con l’architettura dell’atrio rafforzandone il ruolo pur mantenendo una propria identità. Il soffitto che delimita l’intero volume misura 17m x 23 m, ha un’altezza di 5,6 m. ed è sostenuto da 8 colonne del diametro di 60 cm. L’impiego degli azulejos è stato oggetto di un studio molto accurato, svolto in collaborazione con la Fábrica de Cerâmica Viúva Lamego che li ha prodotti. Per l’intero intervento, sono state impiegate piastrelle monocromatiche di 20 tonalità diverse che vanno dal bianco, ad un gamma di blu sino al nero. Questa grande varietà cromatica ha permesso di raggiungere l’effetto ottico auspicato dal progetto. La superficie smaltata del soffitto ha infatti un disegno che emula l’immagine della superficie dell’acqua e la sua mutevolezza, assumendo motivi circolari intorno alle colonne.

Nel nuovo atrio, coloro che lasciano la città e si dirigono verso sud si incrociano con quelli che arrivano dall’altra sponda del fiume. In questo spazio avviene un cambiamento a più livelli, a “quota zero”: un cambio di trasporto – dal fiume al sottosuolo -, un cambio di elementi – dall’acqua alla terra – e un cambio di livello – dal livello del mare al livello del suolo che in questo caso è negativo.

Si è ricorso alla piastrella in ceramica smaltata per enfantizzare questo cambiamento sul piano formale e metaforico: sul piano formale, la superficie liscia e riflettente degli azulejos fa da specchio, come l’acqua, al flusso dei passeggeri; sul piano metaforico, il disegno che emula la mutevolezza della superficie dell’acqua alterna il motivo concentrico in corrispondenza delle colonne, al motivo non concentrico o ad “effetto a catena”, lì dove entrano ed escono i passeggeri: in questo modo la sensazione di movimento dell’acqua riflette ed incarna il movimento generato dal flusso incrociato dei fruitori dello spazio.

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